Piazza Mercanti a Milano con il Palazzo della Ragione e i portici medievali
Piazza Mercanti a Milano — foto: Stefano Stabile · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Se capitate a Milano nei giorni in cui nel resto d'Italia il Carnevale è già finito e trovate ancora coriandoli per terra, bambini mascherati e vetrine piene di chiacchiere, non è un errore di calendario. È il Carnevale Ambrosiano, e qui dura qualche giorno in più che altrove.

La ragione non è folcloristica: dipende dal rito con cui la Chiesa di Milano celebra la liturgia, diverso da quello seguito nel resto del Paese.

Un calendario diverso

Nel rito romano la Quaresima comincia il Mercoledì delle Ceneri. Nel rito ambrosiano, più antico nel modo di contare, i quaranta giorni di penitenza vengono calcolati includendo le domeniche: il conteggio parte quindi dalla prima domenica di Quaresima, e i giorni che vanno dal mercoledì al sabato restano, di fatto, ancora Carnevale.

Il risultato è che a Milano la festa non si chiude il martedì grasso ma il sabato successivo, quello che precede la prima domenica di Quaresima. È l'ultimo Carnevale d'Italia a spegnersi, e per i milanesi il giorno clou non è il martedì ma proprio quel sabato. Dietro la scelta c'è anche un criterio pratico: la domenica, giorno del Signore, non si digiuna, e far coincidere la fine del Carnevale con l'inizio della penitenza avrebbe complicato il conto.

La leggenda di Ambrogio

La spiegazione popolare è più romantica di quella liturgica. Si racconta che Ambrogio, lontano da Milano per un pellegrinaggio, avesse chiesto alla città di attendere il suo ritorno prima di iniziare la Quaresima, e che i milanesi lo avessero accontentato prolungando la festa fino al suo rientro.

Gli storici propongono ipotesi più prosaiche: il perdurare di guerre, carestie o epidemie che avrebbero spostato il calendario, oppure gli assestamenti legati al passaggio dal calendario giuliano a quello gregoriano, avvenuto nel 1582. Come spesso accade, la leggenda ha retto meglio delle spiegazioni tecniche: chiedete a un milanese perché il Carnevale finisce dopo e vi risponderà parlando di sant'Ambrogio.

Come si festeggia

Il momento più atteso è il grande corteo del sabato: carri allegorici, gruppi in costume e maschere della tradizione attraversano le vie del centro per concludersi in piazza del Duomo. Nei giorni precedenti si moltiplicano le feste nei quartieri, negli oratori e nelle piazze, con appuntamenti pensati soprattutto per i bambini, e non è raro incrociare gruppetti in maschera anche lontano dal centro.

La maschera simbolo della città è il Meneghino, portato a teatro nel Seicento dal commediografo Carlo Maria Maggi. È un servitore arguto e schietto, con il tricorno e le calze a righe, e ha una particolarità che lo distingue dalle altre maschere italiane: non porta la maschera sul volto, segno di sincerità. Al suo fianco compare spesso la moglie, la Cecca.

Percorso, orari e programma cambiano di anno in anno. Se volete seguire il corteo, controllate nei giorni precedenti i canali ufficiali del Comune, dove viene pubblicato l'itinerario aggiornato.

Chiacchiere e tortelli

La parte gastronomica è semplice e riconoscibile. Per settimane, nelle vetrine delle pasticcerie, trovate soprattutto due cose:

  • le chiacchiere, sfoglie sottilissime fritte o cotte al forno e spolverate di zucchero: a Milano sono considerate ben riuscite se fanno le bolle;
  • i tortelli, frittelle tonde e gonfie, servite vuote oppure farcite con crema o cioccolato.

Si comprano a peso, si mangiano camminando e sono il modo più diretto per capire che a Milano la festa non è ancora finita.

Consiglio pratico: nei giorni del corteo il centro viene chiuso al traffico a tratti e le linee di superficie vengono deviate. Muovetevi in metropolitana e mettete in conto qualche minuto in più: è il modo più semplice per arrivare in zona Duomo senza contrattempi.

Il Carnevale Ambrosiano è una festa diffusa, fatta di spostamenti brevi e di rientri a metà giornata, soprattutto se viaggiate con bambini. Gli appartamenti di White House in isola district, fra Isola, Porta Nuova, Garibaldi e la zona Jenner, sono indipendenti e a poca distanza dalla stazione di Milano Porta Garibaldi: potete tornare a riposare nel pomeriggio e riuscire in tempo per il corteo, senza dipendere dagli orari di una reception. Self check-in dalle 15:00, check-out entro le 11:00 e animali ammessi gratuitamente; negli appartamenti non si fuma e non sono ammesse feste.

Dormire a Milano tra Isola, Porta Nuova e Garibaldi

White House in isola district gestisce quattro appartamenti indipendenti in città: cucina attrezzata, Wi-Fi, lavatrice, self check-in dalle 15:00 e animali ammessi gratuitamente.