Ci sono quartieri che si capiscono solo attraversandoli a piedi, e Brera è uno di questi. Bastano pochi isolati per lasciarsi alle spalle il passo veloce del centro e ritrovarsi fra selciati irregolari, portoni socchiusi su cortili silenziosi, botteghe di cornici e insegne di gallerie d'arte.
È anche uno dei quartieri più comodi da raggiungere se alloggiate fra Isola, Porta Nuova e Garibaldi: pochi minuti di metropolitana sulla linea verde, oppure una passeggiata tranquilla se avete voglia di scendere verso il centro con calma. Mezza giornata basta per vedere l'essenziale senza correre.
Palazzo di Brera: un cortile, molte istituzioni
Il cuore del quartiere è il grande palazzo di via Brera, nato come convento e diventato poi collegio dei Gesuiti. Quando la Compagnia di Gesù fu soppressa, nel 1773, l'edificio passò allo Stato e Maria Teresa d'Austria decise di farne il contenitore di alcune fra le principali istituzioni culturali della città. I lavori furono affidati a Giuseppe Piermarini, uno dei maggiori architetti neoclassici italiani, che ridisegnò l'ingresso su via Brera e completò il cortile.
Ancora oggi, sotto lo stesso tetto, convivono l'Accademia di Belle Arti, la Biblioteca Nazionale Braidense, l'Osservatorio Astronomico, l'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, l'Orto Botanico e la Pinacoteca. Vale la pena fermarsi qualche minuto nel cortile d'onore, con il doppio ordine di arcate e il Napoleone bronzeo di Antonio Canova al centro: è già un pezzo di visita.
La Pinacoteca: cosa cercare
La raccolta nacque come materiale di studio per gli allievi dell'Accademia e divenne museo vero e proprio all'inizio dell'Ottocento. Oggi occupa una lunga sequenza di sale e racconta soprattutto la pittura italiana dal Medioevo all'Ottocento, con una presenza forte dell'area lombarda e veneta. Se avete poco tempo, scegliete poche opere e guardatele davvero.
- Il Cristo morto di Andrea Mantegna, celebre per lo scorcio prospettico che vi mette letteralmente ai piedi della scena.
- Lo sposalizio della Vergine di Raffaello, una lezione di equilibrio e di prospettiva.
- La cena in Emmaus di Caravaggio, giocata sul buio e su pochissimi gesti.
- Il bacio di Francesco Hayez, l'immagine che più di ogni altra ha reso popolare il museo.
Per il resto lasciatevi guidare dalle sale, senza l'ansia di arrivare in fondo: due ore sono un tempo onesto per una prima visita, e si esce molto meno stanchi che dopo una maratona fra le vetrine.
I vicoli, le botteghe e l'aria del quartiere
Fuori dal palazzo comincia la parte che non si prenota: via Fiori Chiari, via Madonnina, via Formentini e il reticolo di stradine che le collega. Brera è stata a lungo il quartiere degli artisti che gravitavano attorno all'Accademia, e quella vocazione ha lasciato il segno nelle gallerie, negli antiquari, nei negozi di belle arti e nei laboratori di cornici rimasti fra un portone e l'altro.
È una zona che cambia carattere con le ore. Di mattina è quieta e si sentono i passi sul selciato; nel pomeriggio si riempie di gente che guarda le vetrine; la sera i tavolini all'aperto si accendono e il quartiere diventa uno dei salotti della città. Se potete, passateci due volte nella stessa giornata: vi sembreranno due posti diversi.
L'Orto Botanico, il giardino nascosto
Dietro il palazzo, protetto dagli edifici, si apre uno degli angoli più sorprendenti del centro. L'Orto Botanico di Brera fu istituito nella sua forma attuale nel 1774, sempre per volontà di Maria Teresa d'Austria, e non nacque come giardino ornamentale: serviva agli studenti di medicina e farmacia per imparare a riconoscere e coltivare le piante officinali.
Quell'origine didattica si legge ancora nell'impianto ordinato delle aiuole. I due esemplari monumentali di Ginkgo biloba piantati ai tempi della fondazione sono fra i più antichi d'Europa e da soli valgono la deviazione. È uno spazio piccolo e raccolto, a due passi dal traffico e completamente fuori dal rumore: ci si entra per dieci minuti e spesso ci si resta molto di più.
Brera rende meglio se non dovete rientrare di corsa. Gli appartamenti di White House in isola district si trovano fra Isola, Porta Nuova, Garibaldi e la zona Jenner, a poca distanza dalla stazione di Milano Porta Garibaldi: potete uscire a piedi o prendere la metropolitana, tornare quando volete e ripartire il giorno dopo verso un'altra parte della città. Il self check-in dalle 15:00 vi lascia liberi sull'orario di arrivo, e se viaggiate con il vostro cane potete portarlo con voi senza costi aggiuntivi.
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White House in isola district gestisce quattro appartamenti indipendenti in città: cucina attrezzata, Wi-Fi, lavatrice, self check-in dalle 15:00 e animali ammessi gratuitamente.