Lo skyline di Milano con la Torre UniCredit e il Bosco Verticale visti oltre i tetti bassi dell'Isola
Lo skyline di Porta Nuova oltre i tetti dell'Isola — foto: Daniel Case · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Ci sono quartieri che cambiano pelle e altri che cambiano skyline. L'Isola ha fatto entrambe le cose nel giro di pochi anni, e la cosa sorprendente è che non ha perso la faccia di prima: basta voltare l'angolo giusto per passare dalle torri di vetro alle case basse con i ballatoi, alle botteghe artigiane, ai cortili con la bicicletta appoggiata al muro.

È per questo che vale la pena camminarci dentro con un po' di attenzione, invece di limitarsi alla fotografia di rito davanti al Bosco Verticale. In una passeggiata tranquilla attraverserete due Milano che si guardano da vicino e, a sorpresa, convivono bene.

Perché si chiama Isola

Il nome non è un vezzo pubblicitario recente: arriva dall'isolamento fisico del quartiere, tagliato fuori dal resto della città dai binari che, dalla seconda metà dell'Ottocento, portano agli impianti ferroviari dell'attuale stazione di Porta Garibaldi. Per decenni l'Isola è stata un pezzo di Milano operaia e artigiana che si raggiungeva solo scavalcando o sottopassando la ferrovia, con una identità di paese dentro la metropoli.

Anche il nome della porta racconta qualcosa. Fino al 1860 si chiamava Porta Comasina, perché da lì si partiva verso Como; poi i milanesi la intitolarono a Giuseppe Garibaldi, per il contributo alla liberazione della città dal dominio austriaco. Di quella stagione popolare resta più di quanto si creda: la stecca degli artigiani, per esempio, è un'istituzione di quartiere nata da un vecchio complesso industriale e poi rifondata in una nuova sede nei primi anni Dieci del Duemila, dove falegnami, ciclofficine e laboratori continuano a lavorare come una volta.

Il Bosco Verticale e piazza Gae Aulenti

Sul margine dell'Isola si alzano le due torri del Bosco Verticale, progettate da Stefano Boeri con Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra, costruite tra il 2009 e il 2014, anno in cui sono state inaugurate. L'idea è semplice e radicale insieme: distribuire alberi e arbusti su tutti e quattro i lati degli edifici, così che le facciate cambino colore con le stagioni e funzionino come una schermatura viva. Guardatele in momenti diversi della giornata: in controluce, al tramonto, la differenza è notevole.

Poco oltre si sale in piazza Gae Aulenti, intitolata all'architetta e designer che ha segnato il Novecento italiano. È una piazza circolare sopraelevata rispetto al piano stradale, disegnata da César Pelli come completamento dei grattacieli che vi si affacciano, e aperta al pubblico nel dicembre del 2012. Alle sue spalle c'è la Torre UniCredit, che con la sua guglia è l'edificio più alto d'Italia: dalla piazza il collo si piega all'indietro quasi per riflesso.

Consiglio pratico: percorrete il quartiere in due tempi, di giorno e dopo il tramonto. Le torri di Porta Nuova danno il meglio con le luci accese, mentre le vie interne dell'Isola si godono con la luce del pomeriggio, quando i cortili sono aperti.

Il parco che unisce le due Milano

Tra Porta Nuova e l'Isola si stende la Biblioteca degli Alberi, parco pubblico inaugurato nel 2018 su progetto dello studio olandese Inside Outside di Petra Blaisse. Non è un giardino all'italiana né un prato qualunque: è costruito per sequenze botaniche, con boschetti circolari, prati irregolari e percorsi che si incrociano in diagonale. Funziona come cerniera tra il quartiere storico e quello nuovo, e vi permette di passare dall'uno all'altro senza attraversare una sola strada trafficata.

Da lì, in pochi minuti a piedi, si torna tra le vie dell'Isola vera e propria: murales sui muri ciechi, insegne di vecchie botteghe, palazzine di tre piani. È la parte che i visitatori frettolosi si perdono, ed è anche la più piacevole da attraversare senza meta.

Come arrivarci e come girarlo

Il quartiere è servito dalla metropolitana lilla, che ha una fermata intitolata proprio all'Isola, e dalla stazione di Porta Garibaldi, dove si incrociano la linea verde, la lilla, i treni regionali e i collegamenti con gli aeroporti. Tutto il resto si fa a piedi: l'Isola è piccola e pianeggiante, e le sue vie si attraversano in pochi minuti in qualunque direzione.

Dormire qui vuol dire proprio questo: uscire di casa e trovarsi già dentro la passeggiata, invece di doverci arrivare. I nostri quattro appartamenti indipendenti si trovano tra Isola, Porta Nuova, Garibaldi e la zona Jenner, a breve distanza dalla stazione di Milano Porta Garibaldi. Il check-in è in autonomia dalle 15:00 e la partenza è entro le 11:00; gli animali sono ammessi gratuitamente, mentre non si fuma e non si organizzano feste, perché questi restano palazzi abitati da chi l'Isola la vive tutto l'anno.

Dormire a Milano tra Isola, Porta Nuova e Garibaldi

White House in isola district gestisce quattro appartamenti indipendenti in città: cucina attrezzata, Wi-Fi, lavatrice, self check-in dalle 15:00 e animali ammessi gratuitamente.