Per secoli Milano è stata una città bassa e orizzontale, cresciuta per cerchi concentrici attorno al Duomo. Il suo profilo verticale è una faccenda recente, e ha un indirizzo preciso: l'area di Porta Nuova, incuneata fra Garibaldi, le Varesine e il quartiere Isola. Chi ci arriva la sera, quando le facciate di vetro accendono il riflesso del cielo, capisce in pochi minuti perché i milanesi ci portino sempre gli ospiti.
La cosa più interessante è che non si tratta di un parco a tema architettonico, ma di un pezzo di città vissuto: uffici, case, un parco pubblico, gente che porta a spasso il cane e ragazzi seduti sui gradini. Si visita camminando, senza biglietti e senza percorsi obbligati.
Da vuoto ferroviario a quartiere
Fino a pochi decenni fa questa zona era soprattutto un vuoto: scali dismessi, aree di servizio, terreni in attesa. La ferrovia, arrivata nella seconda metà dell'Ottocento, aveva tagliato in due il tessuto urbano e isolato il borgo operaio a nord dei binari, tanto che il quartiere Isola deve anche a quel taglio il proprio nome. Per generazioni passare da Corso Como al di là delle rotaie ha significato cambiare mondo.
Il piano di riqualificazione approvato a metà degli anni Duemila ha ricucito quello strappo. Al posto dei binari sono arrivati percorsi pedonali, passerelle e piazze rialzate che oggi permettono di camminare da Corso Como fino all'Isola senza incrociare un'automobile. È forse il risultato più riuscito dell'intera operazione, e anche il meno appariscente.
Piazza Gae Aulenti e la torre più alta d'Italia
Il centro di gravità del quartiere è una piazza circolare, sopraelevata rispetto al piano stradale, con vasche d'acqua a filo del pavimento e un anello di edifici vetrati. Porta il nome di Gae Aulenti, architetta e designer scomparsa nel 2012, conosciuta nel mondo soprattutto per avere trasformato la stazione d'Orsay di Parigi in un museo.
Sopra la piazza si alza la torre progettata dall'architetto argentino César Pelli: con la guglia raggiunge i 231 metri ed è il punto più alto mai toccato da un edificio in Italia. Dal basso l'effetto è spiazzante, perché la curvatura della facciata riflette le nuvole e sembra muoversi insieme a voi. Attorno, le scale e le rampe che scendono verso Corso Como offrono i punti di vista migliori per una fotografia.
Il Bosco Verticale
A poche decine di passi si trovano le due torri residenziali del Bosco Verticale, progettate da Stefano Boeri e completate a metà degli anni Dieci. L'idea è semplice da raccontare e complicatissima da realizzare: mettere un bosco su un grattacielo. Sui balconi crescono centinaia di alberi veri, insieme a migliaia fra arbusti e piante perenni, per oltre un centinaio di specie diverse, scelte e distribuite in base all'esposizione di ciascun lato.
Il risultato è un edificio che cambia colore con le stagioni: verde pieno d'estate, spoglio e grafico d'inverno, dorato in autunno. Il progetto ha vinto un premio internazionale come grattacielo più innovativo del mondo e ha fatto scuola ben oltre Milano. Una precisazione utile: sono palazzi abitati, quindi si ammirano dall'esterno e l'accesso agli interni non è previsto.
La Biblioteca degli Alberi, il parco fra le torri
Ai piedi dei grattacieli si apre la Biblioteca degli Alberi, un grande parco pubblico inaugurato alla fine degli anni Dieci. Non è un giardino ottocentesco con le aiuole simmetriche: è un impianto contemporaneo fatto di sentieri che si intrecciano, boschetti circolari, prati ampi e collezioni botaniche disposte come i volumi di una biblioteca, da cui il nome. L'accesso è libero e il parco ospita con regolarità attività culturali e sportive: per il calendario aggiornato conviene consultare i canali ufficiali del parco.
Camminarci dentro è il modo migliore per chiudere il giro, perché da qui le torri si vedono tutte insieme, incorniciate dagli alberi. Ed è anche il punto in cui il quartiere smette di essere una cartolina e torna a essere un pezzo di città normale, con i suoi rumori e i suoi ritmi quotidiani.
Per noi tutto questo è semplicemente il quartiere di casa. Gli appartamenti di White House in isola district si trovano fra Isola, Porta Nuova, Garibaldi e la zona Jenner, a pochi minuti a piedi da questo itinerario: potete uscire dopo cena per vedere lo skyline illuminato e rientrare senza prendere un mezzo. E poiché gli animali sono i benvenuti senza costi aggiuntivi, il parco sotto le torri diventa la prima tappa della giornata anche per chi viaggia con il cane.
Dormire a Milano tra Isola, Porta Nuova e Garibaldi
White House in isola district gestisce quattro appartamenti indipendenti in città: cucina attrezzata, Wi-Fi, lavatrice, self check-in dalle 15:00 e animali ammessi gratuitamente.